-TAUROMACHIA-

È buio, sono stanco e mi sento solo. Sono fermo da un po davanti al monumento funebre di Ciccio, avevo bisogno di un po di conforto: volevo parlare con qualcuno dello sterminio dei tori. Gli spiego che si chiama tauromachia ed è una cosa disumana, e che sta avvenendo a Cittanova, il nostro paese. Non posso certo pretendere una risposta, ma mi consola pensare che in qualche modo le notizie che riguardano Cittanova arrivino fin lassù.
Ma adesso è ancora più buio e sono ancora più stanco e non dovrei neppure essere qui.
Tiro un calcio ad un sassolino che si perde chissà dove pochi metri più in là.

 

“Tra li ladron trovai cinque cotali

tuoi cittadini,onde mi ven vergogna,

e tu in grande orranza non ne sali.”

Inf. XXVI, 4-6

 

Esistono davvero tante ingiustizie nel mondo… Se c’è un ordine questo deve necessariamente essere tanto vasto da contenere in se tutte le turpi vicende umane, per quanto un tale atto inclusivo è distante dalla nostra comprensione. Ritengo comunque che esista un ordine tanto vasto che comprende allo stesso tempo il bene ed il male, la nascita e l’omicidio, come parti “necessarie”(vedi Ananke) di un continuo divenire. Questa consapevolezza non può e non deve tuttavia sollevarmi dal dimostrare apertamente tutto il mio disappunto per quella che al momento si prospetta come unica soluzione possibile al fenomeno dei bovini vaganti.

Come al solito devo procedere con ordine, ma prima scrivo un messaggio al mio veterinario di fiducia, che in più di un occasione ha salvato Ryan. Voglio chiedergli se secondo lui gli animali hanno un anima. Perché da veterinario se ne sarà accorto, in fondo secondo me il nocciolo della questione è questo: se i tori hanno un’anima sono “diversamente umani” e li stiamo assassinando arbitrariamente.

A questo punto sarei obbligato a parlarvi degli anni sessanta e della nascita del fenomeno delle vacche sacre. Poi dovrei analizzare come questi bovini siano stati una fonte di reddito per le ‘ndrine oltre che una palese manifestazione di potere sul territorio e sulle proprietà private. Passerei poi agli incidenti, centinaia davvero, alle auto e alle persone distrutte e a quelle ancora terrorizzate. Sarei in obbligo di mostrarvi i terreni devastati usati come pascoli e le recinzioni abilmente manomesse per permettere agli animali di attraversare facilmente i terreni. Mi toccherebbe poi spiegare quali siano stati gli interventi messi in campo in passato per arginare o risolvere il problema dei bovini vaganti e infine spiegare come la creatura(toro) è sfuggita al suo stesso creatore(ndrangheta) regredendo a tal punto da ritornare ad uno stato selvatico. Non potrei poi certo non menzionare il comitato “No Bull” che è riuscito incredibilmente dove altri hanno fallito miseramente.

Solo per fare questo avrei bisogno di una settimana di ferie per raccogliere e mettere insieme tutto il materiale. Siccome, come dicevo in apertura, è tardi e sono stanco non farò nulla di tutto questo limitandomi invece a raccontarvi la parte di questa storia che sta entrando nella mia vita.

 

Neppure ricordo quale sia stata la prima volta che ho visto un toro, e neppure la prima che ho visto una mandria: in realtà per molto tempo ho creduto fossero animali selvatici come i cinghiali o i tassi, una ricchezza per la biodiversità.
Poi sono cresciuto e mi è stato detto che questi animali hanno padroni invisibili.
Poi sono diventato adulto e ho capito che è un casino, sotto tutti i punti di vista.
Ed esistono centinaia di sfaccettature per una situazione che si presenta unicamente in questo territorio risparmiando del tutto il resto del mondo.

Sento parlare di questi animali ormai solo come un problema, e non posso certo negare che lo siano, ma i tori non hanno alcuna colpa, non hanno scelto loro dove nascere ne di avere padroni, vogliono esattamente quello che voglio io e che vuoi anche tu che stai leggendo: vivere.

Occasione per queste riflessioni, una riunione tenuta il 7 Marzo dai rappresentanti del comitato No Bull, per fare il punto della situazione. Incontro al quale ho partecipato (cosa che ho fatto con tutti gli altri incontri), durante il quale come mia abitudine ho preso molti appunti con il solito inestimabile Evernote.

Poche le persone presenti, persone che prenderò comunque come “campione” per tutte le successive riflessioni. Riflessioni certo, miste ad opinioni, la qual cosa lo so crea divisione e la divisione genera disarmonia. Mi dispiace quindi se in alcuni passaggi potrei sembrare duro, incompleto e sommario, ma vorrei provare ad analizzare quello che sta accadendo da un secondo punto di vista: quello antispecista.

Sarò conciso: quando una specie presente nell’ecosistema, sostiene di avere maggiori diritti e prerogative rispetto alle altre, ci troviamo in presenza di un comportamento specista. Il fatto è che nessuno può dimostrare che l’uomo debba godere di maggiori diritti nei confronti delle altre razze. Esempio lampante (ed estremo) quello degli alieni: i Marziani arrivano sulla terra, hanno armi e conoscenze maggiori e arbitrariamente distruggono la razza umana, perché le nostre antenne televisive interferiscono con il volo delle loro navicelle, questo è specismo.

Durante l’incontro con il comitato, non ho fatto alcun intervento, solo piccoli punti durante la discussione, ma non sono riuscito comunque a sembrare favorevole alla “soluzione finale” tanto da portare un signore presente ad esclamare che “agli animalisti non funziona il cervello” cosa per altro in armonia con un passaggio del discorso tenuto dal sindaco di Cittanova durante l’incontro pubblico precedente che definiva gli animalisti come “ un ulteriore problema”.

Evvabbè sono un problema di animalista!

Certo Cittanova sembra uno scalatore che dopo una partenza memorabile sta perdendo la vista della vetta cedendo alla rabbia e alla frustrazione. Il comitato “No Bull” ha rappresentato quello slancio in avanti, quel bisogno di riscatto sociale che mancava in questo Aspromontano comune dalla morte di Ciccio Vinci. Ciccio che continua a riaffiorare attraverso i miei pensieri. Ciccio immolato a causa dei pochi scrupoli e della molta ignoranza. Anche i tori Cittanovesi lo sono ed entrambi senza colpa. E questo mi ricorda un altro intervento della riunione, quando il buon Arturo riportava alla memoria l’agonia durata parecchie ore (prima dell’abbattimento) di un giovane toro sull’asfalto dopo un incidente che non è stato mortale per il conducente del veicolo, per puro caso. Del toro ricordava i lamenti, il sangue che usciva dalla bocca, gli spasimi, i rantoli e i membri del branco che dal bordo opposto della strada lo chiamavano… In risposta un altro testimone oculare, sottolinea che questo rispetto alla paura della signora contro la di cui macchina il toro si è scagliato è cosa irrilevante: “l’uomo prima di tutto”. Dolore umano o dolore animale sempre di dolore parliamo, solo che uno ha trovato conforto fra i suoi simili, l’altro una bella fucilata in testa, fate voi.

Il bilancio delle prime operazioni di “risoluzione del problema” parla di 25 persone impiegate che in due giorni hanno fatto sette vittime. Uno degli interventi a riguardo è stato “ se nella settimana prossima il nuovo bilancio sarà di altri sette non va bene e spingeremo ancora di più” ;qualcuno invoca l’intervento dell’esercito perché “ lo stato deve dare una prova di forza”. Ho guardato mia moglie e sono piombato nello sconforto: addirittura l’esercito… E questo apre un altro parallelo con il capo opposto del mondo dove i confederati Americani cacciarono e sterminarono gli indiani (lo specismo infatti si manifesta anche tra uomini di etnie diverse) solo per garantirsi maggiori spazi, la storia li ha ampiamente stigmatizzati, forse toccherà a noi la stessa ingloriosa sorte (a Di Bari più di tutti :p)

La complessità dell’argomento si dimostra anche nel fatto che ad oggi nessuno sa come una tonnellata di muscoli e muggiti venga trasformata in denaro.

Pensaci un attimo:

  • i bovini sono della ndrangheta, ma non esiste un processo, o atti ufficiali, o intercettazioni o fotografie, che ne individuino in maniera inequivocabile i padroni ( però lo sono e la ndrangheta esiste)
  • nessuno ad oggi (e che cazz) sa come e quando avviene la monetizzazione di questa presunta proprietà. È giusto tu sappia che l’uccisione sembra essere legittimata da una circolare dell’Agosto 2015 che riguarda l’uccisione per motivi di tutela sanitaria di animali infetti da morbo della mucca pazza e brucellosi, o capi da allevamento di cui non vi è alcuna tranciabilità. Solo che questi tori, queste mandrie, non sono più domestiche ma regredite ad uno stato selvatico, e a meno che lo stato non riconosca la sovranità della mafia sono di proprietà del parco Nazionale D’Aspromonte.

Il nocciolo della mia teoria, è che qui è successo un miracolo che in altre parti del mondo si sta tentando di replicare artificialmente e cioè la ricomparsa di una razza vicinissima al Bos Primigenius. Cosa che secondo me è riscontrabile dalla forma e dalle misure dei maschi, dal loro comportamento come branco e come singoli individui.

La prova che le mandrie siano sfuggite ad ogni controllo criminale sta nell’evidente aumento degli incidenti. La mia posizione è molto delicata: difendere le mucche come animali domestici è come difendere gli interessi mafiosi, senza mezzi termini. Al contrario dimostrando la loro regressione ad uno stato primitivo, è come difendere un bene che appartiene alla terra, in particolar modo e unicamente a questa terra, come le balene all’Antartide o i panda alla Cina. Solo che un popolo che impiega tutte le proprie risorse intellettuali a trovare modi ingegnosi per arrivare a fine mese, non possiede abbastanza serenità per vedere questo fenomeno da un punto di vista globale: la biodiversità (anche costituita “accidentalmente”) che riprende spazi e territori che appartenevano loro già ai tempio dei Bruzi.

E si lo so che sto dicendo un sacco di cazzate, e lo so che le persone hanno rischiato la vita investendo, che i terreni sono devastati dalle loro incursioni, che sono pericolose e in numero sproporzionato, che sono bestie e che devono morire per permettere la nostra libera circolazione, che rappresentano il potere della mafia ecc ecc. Ma anche se li uccidi dopo averli sedati qualcuno della loro mandria ne lamenta dolorosamente la scomparsa.

Allora poniamola così: i sette tori uccisi (tutti maschi, secondo le direttive del prefetto) sono state interrate in una fossa comune nella vecchia discarica di Cittanova. Il rischio a mio avviso è la contaminazione delle falde acquifere: data la prossimità del fiume Vacale, che serve ad irrigare i campi che attraversano il nostro comune, quello di San Giorgio, quello di Polistena, di Melicucco e di Rosarno. E se i fluidi della decomposizione finiscono in una delle arterie sotterranee che servono i pozzi delle contrade cittadine, presto ci troveremo con una possibile seconda emergenza.

Quando ho sollevato questo dubbio, credo in maniera molto legittima, qualcuno dei presenti ha esclamato “vacche sono, tanto si squagliano, con tutte le porcherie che sono interrate le vacche sono l’ultimo dei problemi, non diciamo cazzate”. No, non dico cazzate: sette animali da dieci quintali fanno sette tonnellate di carne putrida, e se il prefetto non ha un piano migliore, nel comune di Cittanova dovrebbero essere interrati circa 200 animali.
No, non credo sia una cazzata.

In tutto questo, come se già non bastasse la sicurezza dei cittadini, l’aspetto della diversità biologica, il controllo territoriale esercitato dalla mafia e le connotazioni speciste ed etiche(sempre di uccisione si parla) c’è il gravare delle spese economiche che non si è ancora ben capito su chi dovrebbero ricadere. I veterinari abilitati alla narcotizzazione non sono Calabresi e hanno un costo, narcotici fucili e messa in sicurezza della zona rossa durante le missioni punitive (…degli animali, i guardiani occulti non vengono perseguiti) hanno un costo. Come costoso è anche il trasporto e lo “smaltimento” (termine odioso!).

La ndrangheta ci continua a rendere poveri in modi davvero diabolicamente fantasiosi.

Non bisogna certo dimenticare che esistono persone distrutte fisicamente e moralmente da questo complesso fenomeno (unico al mondo). Esistono storie scioccanti e tristi manifestazioni di dolore, esistono danni quantificabili e altri per i quali nessuna moneta coniata può riparare.

Usiamo però due pesi e due misure, arroccati in un arroganza non del tutto motivata: la capacità tecnologica non ci rende necessariamente migliori in senso assoluto.

Adoperiamo tutti la parola “ammazzare” con molta leggerezza, come se non si stesse parlando di una vita ma di una cosa. I tori respirano, giocano, hanno cura della prole e una intensa vita sociale , esattamente come noi.

I rappresentanti del comitato hanno anche provato a dirlo al “campione” presente “questi sono tentativi e noi non abbiamo potere sulle misure adottate da sua eccellenza il prefetto, ma tramite il dialogo e il confronto tra di noi, qualora queste si dimostrassero non sufficienti, potremmo fare nuove proposte, cercare nuove soluzioni. Da quando abbiamo iniziato sono emersi nuovi aspetti e nonostante tutto oggi non si ha ancora una visione chiara e completa del fenomeno. Il dialogo, il confronto servono a far maturare una nuova coscienza. Non esiste una soluzione perfetta…” ma sembra essercene una definitiva visto che l’abbattimento è stato accolto con molto favore dal campione presente.

Qualcuno si augura che “queste misure ottengano l’esito desiderato”. Qual’è questo esito?

Lo sterminio totale delle vacche e l’estirpamento del problema dal territorio, come sento dire a qualcuno in battuta finale fra gli ampi ammiccamenti dei presenti “l’unica soluzioni è sparari e atterrari” (“l’unica soluzione è sparare e sotterrare”).

Il quadro è questo: il sindaco dice che intravede “la volontà di risolvere questo problema, l’impegno che sta mettendo la prefettura e la determinazione delle forze dell’ordine e del prefetto” il comitato si dice “soddisfatto perché il nostro obbiettivo era portare il problema all’attenzione mediatica” , un servizio televisivo incompleto e fazioso getta nello sciacquone anni di lotte, negli incontri al comune per l’ordine e la sicurezza servono i buffet, e le vacche muoiono.
Poi ci sono io che mi faccio promotore di ulteriori divisioni, con i miei amici che cercano di dissuadermi dal mettermi così di traverso tra la mafia da una parte e lo stato dall’altro, visto che comunque il “campione” sembra maggiormente propenso ad una “soluzione finale”.

E tutto questo mi ricorda quel grido contro la violenza che Picasso eruttò attraverso i pennelli, quel quadro e qual lamento contro la seconda guerra mondiale e le sue brutalità  “Guernica” che non a caso viene anche detto“Tauromachia”.

Nel frattempo il mio veterinario  ha risposto. Sono felice di avere dalla mia almeno un parere medico.
Secondo lui gli animali hanno un anima.
Ma siamo sicuri che tutti gli umani ne abbiano una?

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