– SPRAR: siamo pronti? –

L’unica cosa che crea la realtà è la nostra percezione. Pensateci  gli eventi per quanto grandi o vasti, entrano nelle nostre vite solo se vengono da noi percepite con uno qualsiasi dei sensi. Finché quindi un fatto rimane fuori dalla nostra percezione, non si trova nel nostro orizzonte degli eventi e non ha, e non potrà avere, alcun potere su di noi.

I migranti stanno per arrivare a Cittanova: ne vogliamo parlare?

Percepire, comunque non è la fine del processo di interiorizzazione degli eventi: dopo la percezione c’è la comprensione. Le cose si complicano, perché già la percezione è di per se soggettiva parziale e limitata, la comprensione poi è qualcosa di ancor più personale, influenzabile, incostante…

Ci guida lungo tutto questo processo di comprensione e analisi della realtà di  il nostro Intelletto. Bada, non la nostra memoria e neppure ciò che pensiamo,non quello intendo, ma quell’Intelletto che è la somma delle vite e dei più alti pensieri di tutti gli uomini che ci hanno preceduto e che seguiranno. Insomma per farla breve un giudizio univoco e assoluto, non è una cosa possibile.

 

L’opinione è divisione, non è includente, non lega li uomini  e le donne ma è il mattone col quale vengono costruiti quei muri che divino “le umanità”.Bisogna quindi fuggire dalle opinioni radicali, espresse con rabbia o paura( che poi sono la stessa cosa) dobbiamo lasciare da parte i giudizi spiccioli e sbrigativi: la realtà è determinata dalla percezione quindi una verità non esiste.

 

E insomma concedimi questo lungo divagare, questa articolata introduzione preliminare , perché insieme  a te voglio creare una riflessione ampia di quella fin’ora fatta a Cittanova. Vorrei insieme a te spostare il punto della questione in maniera Alessandrina.

 

SPRAR

Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati

 

Ad un certo punto tutti ci siamo allarmati per l’adesione totale e senza riserve da parte della nostra amministrazione, di noi tutti quindi, allo SPRAR . In sostanza ci impegniamo ad aderire alla richiesta avanzata dal Ministero degli Interni all’accoglienza sul territorio dei richiedenti asilo.

Gesto nobile, sia messo subito in chiaro, qualcosa che fa lustro e vanto al comune, e sottolinea  un preciso indirizzo umanitario che caratterizza la presente Amminiostrazione, cosa che ha ancor più risalto davanti al silenzio dei comuni vicini.
E se non fosse silenzio ma buonsenso?
Indignati e subito pronti gli haters (quelli che su facebook ne dicono di tutte i colori e contro tutti senza capirci in realtà una beata minchia 😡 ) che temono per la loro incolumità e per la sicurezza cittadina.
Il problema è che se sei d’accordo con loro sei uno xenofobo senza alcuna possibile sfumatura.

Ma vedi, lettore, seconda me il punto non è questo: nella realtà i migranti non stuprano e non ammazzano la gente per strada, non più almeno di quanto fanno gli stessi Italiani.

Comunicato diramato dal Comune di Cittanova in risposta alle perplessità nascenti
Il punto riguarda sostanzialmente tre fattori importanti:
  • collocazione
  • accoglienza
  • integrazione.

 

E adesso, tirando fuori dal cassetto la coscienza e lasciando da parte campanilismi politici e sentimentalismi nazionalistici, iniziamo a porci le domande giuste.

 

Intanto: dove andranno ospitati?

 

 

Esiste a Cittanova, un luogo in disuso, in condizioni ottimali e dotato di tutti i comfort DOVUTI ad un essere umano moderno?
No, non esiste. Uno forse ma necessita di grossi interventi.
Intervenire su una struttura presuppone un costo da parte della comunità. Cittanova può sostenere un costo del genere?

Potrebbe forse con un aiuto, magari europeo…

Quindi l’accoglienza è uno slancio di pura umanità, o una necessità economica per un comune le cui entrate sono al minimo?

Insomma a leggere bene un comunicato dell’ANCI (associazione Nazionale Comuni Italiani) sono destinati ai comuni che aderiscono allo SPRAR 500 euro a migrante.

Anche qui non bisogna essere affrettati, “potrebbe” essere che non vi siano motivi meramente umanitari, ma i soldi finirebbero comunque nelle casse comunali in ogni caso sarebbero di “tutti”, quindi escludiamo il magna-magna dell’Amminiostrazione, la cui sola ipotesi avanzata è davvero ridicola. Rimane però un problema peggiore: il ricavare lucro dalle disgrazie altrui…

E allora bisogna essere “lungimiranti” come sembra suggerire il comune?

Credo di no, e se hai pazienza te lo spiego per bene nei punti seguenti.

Accoglienza

 

Cosa si intende per accoglienza?

Un piccolo (e utopico) vademecum sul sito regioni.it  ricorda che gli obbiettivi per l’integrazione sono due:

  • garantire misure di assistenza e di protezione della singola persona;
  • favorirne il percorso sull’autonomia. Cose che un comune non può fare e che  una comunità può fare solo attraverso associazioni e/o cooperative.Eccoci quindi giunti a quel punto specifico della comunicazione rilasciata dal comune dove si accenna in sostanza al fatto che l’accoglienza possa rappresentare una “occasione di sviluppo per i territori”.Qualcosa non mi convince, la stessa cosa che non convince neppure i miei cittadini non “haters“.Mettiamo caso a Cittanova si vengano formando col tempo 5 cooperative finalizzate all’accoglienza. Con una media di 5 operatori, 6 al massimo, avremmo un numero di “posti di lavoro” pari a 30 nuovi assunzioni.Oltre alle 30 persone (lo 0.43% 😯 della popolazione) assunte o autoassunte la cui sussistenza rimane comunque legata a fondi nazionali ed Europei e/o alla permanenza dei migranti, rimarrebbe sul territorio la diaria dei rifugiati.Immagino che i migranti spendano i loro 2,50 euro giornalieri in:
  • Vestiti
  • ricariche telefoniche
  • sigarette
  • sesso.

Si sesso. Credete forse che uomini nel pieno del loro vigore sessuale non trombino? ATTENZIONE: il mercato si adegua alla domanda… Quindi i soldi che rimangono sul territorio andrebbero a finire nei tabacchini , nel nostro unico cinese store e nelle tasche di chi gestirà il business della prostituzione.

Ok, proprio un bel piano 🙄 .

Forse un settore che conoscerebbe una nuova primavera sarebbe quello agricolo. E si, avendo la manodopera a bassissimo prezzo e dalla grande resa direttamente a Cittanova non ci sarebbe più bisogno di arrivare al Quadrivio di Taurianova a prelevare i lavoratori.

E questo a voi sembra etico?

Per Zeus, a me no, non mi sembra etico.

La domanda sulla quale sto girando da un po è questa:

Cittanova è pronta all’accoglienza? Siamo pronti?

Capite che abbiamo gente che butta TUTTE LE SANTE MATTINE i sacchi della spazzatura sulla pedemontana, sotto i ponti della stessa e anche sotto casa mia, che ancora (cazzo ancora!!!) butta le carte per strada dal finestrino della macchina, che non riesce ad essere propositiva, che non riesce ad organizzare un misero carnevale. Poi in poche parole (il resto aggiungetelo voi): vacche, parco nazionale d’Aspromonte (?), furto d’acqua, videosorveglianza, partecipazione popolare, prospettive lavorative sul territorio.

Allora ripeto: Siamo pronti ad accogliere i migranti?


Integrazione

 

L’accoglienza presuppone alla fine una certa integrazione.

Uno degli strumenti dell’integrazione è il lavoro (quello di raccoglitore di agrumi a 15 euro al giorno non vale!). Abbiamo lavoro da dare a delle persone disperate che non hanno nulla da perdere?

Si, ne abbiamo e tanto. E non è sarcasmo: è la mia preoccupazione maggiore.

Il rischio concreto è che dietro un’offerta di lavoro ci sia uno stipendio da fame, orari lavorativi oberanti e nessuna tutela, se non un contratto firmato ma non compreso.

E daiii, non  dire che sono un cinico che non ho fiducia nel buon cuore dell’uomo e che vedo tutto in maniera negativa! Non è così.

La partita per l’integrazione è una battaglia principalmente culturale. E non dirmi che anche gli italiani all’inizio del XX secoloo erano immigrati e che da immigrati hanno creato grandi industrie.

Dove?

In America? In Australia?

Eh be, questa non è l’America: qui i sogni si infrangono nella burocrazia e nella pressione fiscale. Voglio invitarti ad una riflessione umana, etica, non cadiamo in questi luoghi comuni.

A Cittanova, al momento, manca il presupposto per l’integrazione. Ma se ti consola ci sono tutti quelli necessari allo sfruttamento e forse all’indifferenza anzi, la parola corretta, che non volevo usare ma che mi vedo costretto a dire è GHETTIZZAZIONE.

Chiediamo a Villa San Giovanni, che ha un ex albergo pieno di migranti e che, da quello che leggo sui giornali, non ha conosciuto nessun tipo sviluppo territoriale.

Cittanova come Riace?

 

Il fatto che il Comune ritenga che lo siamo, è una cosa in fondo molto bella, ma poco realistica.

Perché compito dell’Amministrazione è gestire gli affari pubblici, ma farlo comunque interpretando il volere popolare.

Insomma vedo assai poco credibile che un’amministrazione prenda una tale epocale decisione senza parlarne con la cittadinanza . E lo si capisce dal fatto innegabile che aldilà degli haters di facebook  siamo tutti un po perplessi: l’assenza dei presupposti per una corretta accoglienza sollevano tantissime obiezioni morali. Davvero, Comune, non vogliamo 25.000 euro in schiavi  chiusi in una struttura a non fare praticamente nulla, non è umano, non è così che deve andare.

Un piano

 

Ecco cosa ci serve: un piano di accoglienza che sia determinato in  maniera comune.

Dateci la possibilità di dire cosa riteniamo che il territorio possa recepire e cosa non può. Dovrebbe essere il territorio, noi in sostanza, ad avere l’ultima parola attraverso gli amministratori nostri portavoce, in fondo è semplice : legare l’asino dove vuole il padrone, ed il padrone ha 7000 teste e tanti tanti haters è vero, ma nessuno ha mai detto che amministrare sia una cosa facile.

Mandateci delle famiglie, e dei bambini, tanti bambini così tanti da riempire tutte le nostre strade di palloni e risate. Mandateci donne in fuga dalla violenza che vogliono ricominciare a vivere riscoprendo nuovi modelli di società dove una donna viene trattata al pari di un uomo, mandateci virgulti che possono essere temperati secondo il nostro sistema scolastico per poter ritornare in patria armati della cultura che ha gettato le basi del pensiero occidentale. Qualcuno che possa essere istruito non da terrorista ma da rivoluzionario: qualcuno che possa riportare nel proprio paese d’origine la volontà di lottare fino alla fine per il raggiungimento dei diritti civili.

Guarda, secondo me, sarebbe come dare in adozione dei figli ad una famiglia che non fa che litigare dalla mattina alla sera e che si avvia verso una controversa separazione, insomma, non si fa, non si può fare. Noi in quanto famiglia accogliente dovremmo essere in un momento positivo, di crescita, di armonia. Dimmi, e sii sincero, ad oggi cosa abbiamo da offrire a gente che ha sulla pelle i segni della guerra? Non rispondere pace, perché quella che chiamiamo pace è in realtà indifferenza… Ripeto: non è una questione di sicurezza (favole fasciste per adulti lobotomizzati) ma di quanto sia più o meno etico da un punto di vista umano il modello pensato dal Comune, anzi il modello che al momento potremmo attuare.

Quello che voglio, se proprio non posso essere coinvolto nella decisione è essere convinto: Amministratori, beneficiari del mio voto, convincetemi che il vostro punto di vista sia migliore del mio. Allargate la mia visione… oppure prendete atto che ponendo le giuste domande, la vostra posizione un po è (legittimamente) dubbia.

 

 

Sai, questo che hai letto, è un pensiero, personale , parziale, magari condivisibile, ma comunque è mio.
Sarei davvero felice di leggere invece il tuo… Sapere cosa ne pensi tu a riguardo.
Commenta l’articolo se vuoi, o scrivimi attraverso uno dei contatti che trovi in fondo alla pagina  “About Me“,oppure se mi incontri per strada fermiamoci a parlarne insieme, mi farebbe davvero piacere.

 

 

 

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